Le Rocche del Roero, tra sport e storia nel Grand Canyon nostrano

Le Rocche del Roero si possono assolutamente definire come “il Grand Canyon piemontese”, una realtà tutta da scoprire e io ho avuto l’opportunità di farlo in occasione dell’Assemblea Nazionale IgersItalia che ha scelto proprio il territorio di Langhe, Monferrato e Roero per una tre giorni che ha reso questi luoghi protagonisti di migliaia di storie e post su Instagram.
Come Lmrlocal ho avuto il grande piacere di partecipare ad una delle attività di sabato 25 settembre ed ho scelto il trekking nel Roero condiviso con un gruppo di amanti della fotografia che, come me, utilizzano la potenza dei social per promuovere e valorizzare il bellissimo territorio italiano. E’ stato un momento importante, altamente costruttivo in cui ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone molto più esperte di me in questo settore ed imparare trucchi del mestiere che ho subito messo in pratica. Oltre al discorso formativo, poi, non è mancato il divertimento e la condivisione di un condensato di esperienze di cui vi racconterò a poco a poco, perché, in una giornata, sono state davvero tante.

rocche del roero

Prima di tutto, mi preme sottolineare, che tutto quello che vi racconterò e vi mostrerò con le mie foto e i video, potete viverlo anche voi! Non sono esperienze esclusive, anzi, tutto questo è qui ad aspettarvi!
Seconda cosa: perché ho scelto il Roero? Chi ha imparato a conoscermi tramite i social o sul mio sito, saprà che io sono roerina doc. Ma tornare nei posti in cui ho macinato chilometri o vissuto varie esperienze di vita nella veste di storyteller mi ha fatto un certo piacevolissimo effetto. Ecco, ho voluto tornare alle mie origini per raccontare la terra che sento più mia, avendo l’opportunità di scoprire angoli e proposte ancora a me sconosciute.

rocche del roero

Allora, che ne dite, partiamo? Andando in ordine di tempo, l’avventura con gli Igers è iniziata dalla caratteristiche piazza di Santo Stefano Roero, accolti da Olga Scarsi, dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero. Grazie all’attività dell’Ecomuseo, le Rocche del Roero sono diventate un vero gioiello per gli amanti dell’outdoor, con oltre 300 km di sentieri immersi nella natura e ben 23 sentieri tematici palinati.

Piazza di Santo Stefano Roero
Piazza di Santo Stefano Roero
Un paradiso, insomma, per gli appassionati dello sport all’aria aperta tra boschi, vigneti, noccioleti, dirupi, denti e pareti sabbiose… e ancora, fossili, castelli, tartufi, briganti, masche ed eremiti! E’ un microcosmo che racconta storie iniziate milioni di anni fa. Per farla breve, vi rimando al sito dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero dove potrete trovare tutto quello che c’è da sapere. Troverete il link al fondo del pezzo!

Sentieri tra le Rocche del Roero

Io di cose da raccontare ne ho tantissime! Vi ho detto, terra di briganti, per i suoi sentieri impervi un tempo era il luogo ideale per i furfanti che dovevano nascondersi, di eremiti, quelli ci sono ancora e lo abbiamo pure incontrato, il simpatico Eremita Doro, e di masche! Già, le masche… queste figure così rappresentative nella cultura popolare di Langhe e Roero giunte fino ai giorni nostri…Quando ero piccola, nel mio paese, si vociferava che ci fosse ancora una masca…
la masca nei boschi del roero
La masca Micilina
Sul cammino che abbiamo intrapreso, il semplice ma suggestivo Sentiero del Gioco, che da Santo Stefano Roero ci ha condotto al Santuario dei Piloni a Montà, è comparsa pure la Masca Micilina! Di colpo, tra le fronde, si è palesata magicamente, con tutto il suo fardello di una vita in cui ha subìto la cattiveria della gente che, invece di capire le sue abilità nell’aiutare gli altri, le ha reso la vita impossibile fino alla condanna al rogo sul Bric d’la Masca, a Pocapaglia. Una sorpresa scenografica che ci ha permessi di immergerci con grande coinvolgimento nelle tradizioni popolari.

la masca nei boschi del roero

Sempre per restare in tema di racconti e leggende, sapete come si è formata questa “crepa” di 40 km? La leggenda vuole che sia stato il diavolo a creare le Rocche per proteggere le terre tra Tanaro e Stura dei Signori di Cherasco i quali, vendendo l’anima dei loro sudditi proprio al diavolo, si misero al riparo dagli assalti perché in una sola notte Belzebù creo questa spaccatura di 40 chilometri tra Pocapaglia e Cisterna.
i denti di Santo Stefano Roero
I “denti” di Santo Stefano Roero
Ho citato due volte Pocapaglia. E allora devo proprio confidarvi che io, prima di sabato, conoscevo davvero bene le Rocche del Roero solo della zona di Pocapaglia, location dei miei primi allenamenti da bambina! Mio papà, al rientro dal lavoro, mi portava a correre proprio immersi tra le Rocche, su percorsi impegnativi che non percorro da tantissimo tempo.
Non solo corsa però. Pensate che, nella seconda metà degli anni ’80, tra Pocapaglia e Bra, in quella meraviglia naturale che è chiamata l’America dei Boschi, lo sci club locale era riuscito perfino ad organizzare una gara di sci di fondo, la Braidalonga, a cui ovviamente io partecipai!
Ragazzi, non siamo ancora neanche arrivati al Santuario ed io ho già scritto così tanto. Allora mi fermo qui sennò vi annoio troppo. Vi lascio una fotogallery e del Santuario e dintorni ve ne parlo tra qualche giorno!
LINK AL SITO DELL’ECOMUSEO DELLE ROCCHE DEL ROERO -> Ecomuseodellerocche.it

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