Perché è spesso difficile prendersi cura della propria salute?

Ricordate che lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne avevo detto che mi sarei impegnata a mantenere l’attenzione accesa sul problema anche al di fuori delle ricorrenze? Si sente tanto parlare di rispetto delle donne il 25 novembre e l’8 marzo e il resto dell’anno? Ci ho messo un po’ per raccogliere le idee e organizzare un progetto dedicato a “Donne e benessere” e adesso sono pronta, nel mio piccolo, ad affrontare riflessioni su tematiche molto importanti a livello sociale mantenendo l’attenzione sul mondo femminile tutto l’anno, con un richiamo ogni 25 del mese.
Accanto a me, in questa avventura, ci sarà Hastafisio, il Centro di Medicina dello Sport e Fisioterapia di Asti che per me è come una seconda famiglia. Condividiamo gli stessi valori e crediamo nella potenza del movimento come fonte di benessere non solo personale, ma soprattutto sociale: per questo, nel 2018 abbiamo portato ad Asti la Virtual 5.30 che ha inondato di entusiasmo il centro storico con una partecipazione inaspettata da parte degli astigiani, poi rinnovata nel 2019, con circa 700 persone che hanno risposto alla nostra chiamata di correre alle 5.30 di un venerdì mattina d’estate prima di andare al lavoro, per capire con mano come lo sport regali forza e benessere per affrontare la vita.
Oggi siamo qui insieme a parlare di donne, grazie alla sensibilità di una donna speciale, Cristina Brunelli, fondatrice e direttrice di Hastafisio insieme a Marco Bergamo e Roberto Manzoni. Hastafisio ci aiuterà ad approfondire tematiche di salute importanti con contenuti dalle solide basi scientifiche, impreziosendo la rubrica con informazioni di grande utilità.
Insieme ai contenuti dedicati al benessere femminile abbinerò delle foto in perfetto stile Giornarunner con simboli della lotta contro la violenza sulle donne. Per iniziare, ho scelto una panchina rossa di Asti con una storia particolare. Era una panchina “normale” che era stata vandalizzata, sradicata da un’area sportiva, ed è diventata simbolo contro la violenza sulle donne: questa panchina è stata riportata a nuova vita dai volontari dell’Associazione Via Madre Teresa di Calcutta ed installata nell’area verde del Parco del Fontanino nel settembre del 2020, durante la pandemia, in un momento molto duro per tutti, per lanciare un messaggio di duplice speranza.
Come la panchina al parco del Fontanino, anche questa iniziativa ha molteplici valenze e non vuole essere un “appuntamento mensile per donne”: quello che vogliamo lanciare attraverso le riflessioni che proponiamo è un messaggio generale rivolto a tutti.
Da dove nasce l’idea di parlare di donne, benessere e salute, e come possono questi temi a collegarsi a problematiche più devastanti, come la violenza sulle donne?
Nasce da una semplice riflessione: come fa una donna a pretendere rispetto se prima di tutto è lei che non si rispetta davvero sopportando di tutto, come problemi di salute posti sempre in secondo piano rispetto alle incombenze quotidiane?
Quante donne devono sopportare dolori che si sono cronicizzati negli anni perché non hanno mai trovato il tempo di curarsi? Non stiamo parlando di cose strane: anche un banale mal di testa, provocato da tensioni che incidono sulla cervicale, può cronicizzarsi e rendere la quotidianità assai difficile. E perché bisogna sopportarlo? Bisogna per forza mettere sempre prima gli altri rispetto alla propria salute, al proprio benessere? E come si pensa di potersi approcciare agli altri, a chi ci sta vicino, ai figli, se si subisce la cronicizzazione di un dolore? La qualità della vita peggiora, per tutti.
E’ per questo che ci tengo a sottolineare che questa rubrica è per tutti, donne e uomini. E’ rivolta da una parte, alle donne, con un invito a prendersi cura di sé stesse, fare prevenzione, affrontare un problema di salute senza sensi di colpa. Prendersi cura del proprio corpo è importante anche per la mente: ci si può volere bene anche così, senza subire, senza sminuire quello che succede.
Dall’altro, è rivolta agli uomini: è un invito a non relegare certe dinamiche a “tipici problemi femminili” perché una maggiore consapevolezza generale delle problematiche che si considerano esclusivamente femminili può aiutare a stare meglio tutti.
Quindi, il messaggio che vogliamo lanciare oggi alle donne è: via i sensi di colpa e siate consapevoli che un corpo sano genera benessere mentale. Il messaggio che vogliamo lanciare agli uomini è: ascoltate la donna che vi sta accanto e se capite che non sta bene, non sminuite la cosa ma invitatela a prendersi cura di sé, starete meglio entrambi!
Ci vediamo il 25 maggio, nel mentre ricordate che non è mai troppo tardi per cominciare a volersi bene davvero!

Panchina rossa Parco del Fontanino

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