Con Celle Bric & Bike la storia va a braccetto con l’attività sportiva

Rieccoci a Celle Enomondo, dove sono tornata per raccontarvi di Celle Bric & Bike e di una tradizione le cui origini si perdono nel tempo ma che è ancora estremamente attuale.
Questa è la Cappella di San Pietro e San Grato, in frazione Merlazza, di cui vi avevo già raccontato alcune cose ma su cui vale la pena spendere altre parole e, tra poche righe, scoprirete il perché!
La cappella è stata eretta nel 1887 dagli abitanti del posto per far cessare la grandine. E’ stata restaurata nel 1937 e porta la scritta “S. Petre et Sancte Grate, pro nobis orate a fulgure et tempestate nos liberate”, “San Pietro e San Grato, pregate per noi e liberateci da fulmini e tempesta”.
Celle Bric & Bike san pietro e san grato
Ma non finisce qui. C’è anche un’altra tradizione a Celle contro la grandine, portata avanti ancora ai tempi attuali ed è strettamente legata alla figura di San Rocco, santo patrono di Celle Enomondo.
La Chiesa di San Rocco a Celle Enomondo
La Chiesa di San Rocco a Celle Enomondo
Nella chiesa a lui dedicata, nel centro del paese, c’è una campana speciale, detta “La ciòca” [campana in piemontese, NdR] che viene suonata quando il cielo minaccia tempesta. Una tradizione portata avanti nel corso della sua vita da Ricu, come mi ha raccontato il sindaco di Celle, Andrea Bovero, che quando le nubi minacciose non promettevano niente di buono, correva a suonare la campana. Ora Ricu non c’è più ma la tradizione continua, ed è portata avanti da un altro cellese, con il suono della ciòca che accompagna la preoccupazione per il brutto tempo in arrivo.
Il restauro delle campane di San Rocco
Ma “la ciòca” non è una campana qualunque: sopra di essa è scolpita la figura di San Rocco che, per proteggere Celle, butta le saette nel pozzo. Questa, insieme ad una seconda campana, sono state recentemente restaurate e sono ancora lì a svolgere il loro compito.

Particolare della campana con San Rocco, il pozzo e le saette

Capite come un pilone o un campanile, che sembrano semplici elementi architettonici di un paese, raccontano storie del passato così estremamente attuali? Purtroppo il problema della grandine e della distruzione che porta con sé è un fatto di stretta attualità, ma le storie che si scoprono guardando con curiosità quello che c’e intorno a noi ci raccontano di problematiche di vita da affrontare comuni con chi ci ha preceduto.
Sapete perché vi ho raccontato tutto questo? Perché  a Celle Enomondo è stato realizzato un percorso di 18 km, ciclo pedonale e tutto all’interno del territorio cellese, che unisce tutto il patrimonio di cappelle e, soprattutto, di storie, raccontate da pannelli informativi vicino ad ogni cappella.
Celle Bric & Bike
E venerdì 13 agosto ci sarà una pedalata sul nuovissimo percorso, chiamato Celle Bric & Bike, 18 km immersi nella storia raccontata dalle cappelle e dai piloni. Io lo farò poi anche a piedi ovviamente! Perché fare attività outdoor non significa solo benessere fisico ma anche grande opportunità di arricchimento culturale.
Per saperne di più sull’evento di venerdì clicca QUI.
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