Rocchetta Tanaro e i suoi casot: un percorso tra vigne, boschi e storia

Oggi torno a condividere un percorso che ho provato partecipando alla passeggiata fra i Casot d’la Ruchetta, organizzata sabato 6 giugno dalla Pro Loco di Rocchetta Tanaro. Attenzione! Nelle foto mi vedrete con le racchette da nordic walking ma no, non ho cambiato sport. Il ginocchio mi sta dando filo da torcere da qualche mese e la corsa per ora è sospesa. Ma fermi non si sta: con la dovuta calma e i giusti accorgimenti, si risponde alla chiamata delle colline e il passo si adatta perchè le storie da raccontare non aspettano.

Il percorso  è di circa sei chilometri e mezzo, con partenza da Piazza Italia, nel cuore del paese. Il tracciato si muove tra vigne, boschi e campagna aperta, con soste ai casot – i piccoli ricoveri agricoli che costellano queste colline e che costituiscono l’ossatura visibile di secoli di lavoro contadino che noi nel Roero chiamiamo “ciabot“. Alcuni sono ancora utilizzati, altri sopravvivono in luoghi dove le vigne non esistono più: piccoli monumenti involontari al cambiamento del paesaggio. Una curiosità che accomuna quasi tutti: accanto a ciascun casotto cresce un fico. Uno dei più storici è a due piani — un’architettura rurale che vale da sola la deviazione.

rocchetta tanaro casot a due piani

Il percorso tocca il sito di quello che fu la fortezza Marchesi Incisa della Rocchetta – con la sua storia non priva di ombre, come il pozzo in cui si dice venissero gettati i prigionieri. Verso il finale del giro, nel bosco, si raggiunge un caseggiato in una radura qui noto come “La Tana”: durante la Resistenza i partigiani lo usavano come rifugio, potendo sparire nelle grotte vicine in pochi secondi. E poi via Bruno Lauzi, perché il cantautore genovese a Rocchetta ci veniva ogni estate, e queste strade le ha percorse davvero.

occhetta tanaro casot (1)

Note tecniche per chi vuole provarlo
Allego traccia GPX, mappa e altimetria. Attenzione: due passaggi attraversano cortili privati — praticabili durante l’evento grazie all’organizzazione di Comune e Pro Loco. Su Google Maps si trovano alternative valide.
Nella prima discesa il fondo secco può essere scomodo, se si preferisce evitarla, dopo circa quattro chilometri e mezzo — raggiunti gli ultimi casot — si può tornare indietro. Il percorso andata e ritorno ha comunque il suo fascino: le stesse colline viste in senso inverso cambiano prospettiva, e ci si accorge di dettagli che all’andata erano sfuggiti.
Qui si può scaricare il file GPX -> Percorso Rocchetta Tanaro

rocchetta tanaro casot (2)

A chiudere la serata, la cena nella Fattoria Roceta preparata dalla Pro Loco: un menù che era già di per sé un racconto del territorio. Si è cominciato con una bruschetta rustica ai sapori dell’orto, insalata russa della tradizione e quiche porri e salsiccia, poi fagottini di melanzane alla parmigiana ed eliche di Gragnano alle verdure. Per finire, bunet e tirà al moscato — due classici piemontesi che non deludono mai. Il tutto accompagnato da tre calici di vino in collaborazione con le cantine di Rocchetta Tanaro.

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