Nocciole e colline resilienti: un paesaggio che si scopre passo dopo passo

Ve l’avevo promesso e rieccomi qui: il pettirosso Rob-In ha spiccato nuovamente il volo e io sono pronta a seguirlo di corsa per raccontarvi le meravigliose terre dove nascono il Roccaverano DOP e i tanti prodotti del paniere che provengono da queste erte colline tra Langa Astigiana e Alto Monferrato.
Apriamo virtualmente il paniere e “peschiamo” uno dei prodotti che contiene: la nocciola! Venite con me, con un po’ di fantasia. Spero che leggendo questi miei pensieri vi venga voglia di partire alla scoperta di luoghi, gusti e genuinità. Per invogliarvi ancora di più, troverete l’articolo corredato da foto delle mie visite di questi luoghi!
Partiamo!
Cessole chiesa
Tra i noccioleti di Cessole nel loro riposo invernale

Una filiera diffusa, un’identità comune

Grazie al pettirosso Rob-In di nuovo in volo, riparto con grande entusiasmo per portarvi alla scoperta della filiera corilicola che ruota attorno al progetto che, partendo dal Roccaverano DOP, ci apre le porte ad un paniere ricco, gustoso e autoctono.
Le aziende che aderiscono a Rob-In sono distribuite su un vasto territorio: da Bubbio a Cessole, da Cossano Belbo a Rocchetta Belbo, per ampliarsi in due direzioni opposte, verso Nord Est a Mombaruzzo e Sud Ovest a Ceva, in un’area vasta ma coerente dal punto di vista paesaggistico e culturale.
robin madovito nocciole
Qui non conta la vicinanza geografica immediata, ma il radicamento nel territorio. Stesse colline erte, stesse difficoltà, stessa scelta di trasformare la nocciola in prodotti che raccontano una storia familiare e locale. La nocciola, qui, è un ingrediente identitario prima ancora che materia prima.
Nel paniere di Rob-In troviamo anche la Nocciola del Piemonte IGP, una delle eccellenze nostrane più amate al mondo. L’Indicazione Geografica Protetta la distingue dalle imitazioni e certifica che quella particolare dolcezza, quella fragranza unica, appartengono a questo territorio e a nessun altro. Dalle nocciole nostrane nascono poi amaretti, creme e torte che portano lo stesso DNA in tavola.
Torta di nocciole, biscotti, baci di dama, amaretti: sono ricette che nascono per durare, per essere tramandate, per accompagnare i momenti di condivisione. Prodotti semplici solo in apparenza, che richiedono qualità della materia prima e rispetto dei tempi.
In questo senso, la trasformazione è un passaggio artigianale, perfetta continuazione del lavoro agricolo. Un modo per trattenere valore sul territorio, ridurre sprechi, rafforzare la filiera corta.

cascina madovito progetto rob-in

Cosa raccontano i luoghi della filiera corilicola

Le colline qui, tra Langa e Monferrato, non ti regalano nulla: ti impongono il passo corto, un fiato regolare, particolare attenzione. Sono colline che quando inizi a salirle capisci che da queste parti ogni cosa ha dovuto imparare a resistere.
Siamo in un territorio da percorrere con le sue piccole ed erte strade secondarie. Ai lati, boschi si alternano ad appezzamenti coltivati, lasciando spesso spazio a panorami mozzafiato. È un paesaggio che non si attraversa in fretta, che chiede delicatezza, calma, attenzione. Come le storie che racconta: scenario di lotte partigiane, di sacrificio, di silenzio, ma anche di libertà raggiunta.
Pensare alle nocciole, per chi è cresciuto da queste parti, fa tornare indietro nella storia, fa ricordare i grandi scrittori come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, ma anche le semplici tradizioni delle famiglie che avevano anche solo un piccolo appezzamento.
Langa a Santo Stefano Belbo (2)
Di corsa tra le colline di Cesare Pavese
La nocciola, pur piccola e semplice, può spalancare un mondo di emozione. In queste zone tra Astigiano, Langa e Alto Monferrato, la nocciola non è mai stata una coltura facile. Terreni magri, pendenze, esposizioni diverse anche a pochi chilometri di distanza. Qui la nocciola è diventata una risposta intelligente a un ambiente che non concede cose semplici.
Non è una monocultura invasiva, ma una presenza integrata: piante che convivono con il bosco, con i prati, con i vigneti. Una coltivazione che richiede attenzione, cura, tempo. E che restituisce valore se inserita in una filiera che resta corta, riconoscibile, locale.
È lo stesso equilibrio che si ritrova nella filiera lattiero-casearia del Roccaverano DOP: produzioni che funzionano perché sono figlie del territorio, e che con il territorio hanno radici profonde, che non si possono recidere.
Robiola di Roccaverano stagionata
Il Roccaverano DOP a stagionatura 4 mesi

Muoversi in queste colline

Questo è un territorio che si capisce davvero solo respirandolo. Le colline della nocciola sono perfette per camminate ad anello tra borghi e fondovalle, corse lente, fatte di continui saliscendi, salite continue, di quelle che forgiano corpo e mente, percorsi in bici su strade secondarie poco trafficate.
Non servono grandi imprese ma serve tempo. Il tempo di fermarsi a guardare un noccioleto che segue il profilo del terreno, di incrociare una cascina isolata, di osservare come cambia il paesaggio a ogni curva. È un turismo che ascolta, apprezza e gusta.
il campanone ceva
Il Campanone di Ceva
Ed ecco le aziende che fanno parte della filiera della nocciola di Rob-In:
La Scapina di Reggio Serena
Reg. Stropeta, 111 – Bubbio (AT)
Azienda Agricola Cascina Sant’Elena di Signorini Claudio
Regione Tatorba 70 – 14051 Bubbio (AT)
Agriturismo Tenuta Antica
Regione Busdone 2 – 14050 Cessole (AT)
Cascina Madovito – Azienda Agricola Negro Alessandro
Loc. Scorrone st. Madovito 1 – Cossano Belbo (CN)
Azienda Agricola Sedici foglie
Via Piero Boidi, 56, 14046 Mombaruzzo (AT)
Azienda Agricola Roascio Marinella
Regione Prione, 9, 12073 Ceva (CN)
Azienda agricola Cresta Gian Guido
Via Cortemilia 5/a, Bubbio, 14051 (AT)
Corte di Langa
Strada Santa Libera 5 a Rocchetta Belbo (CN)
La nocciola è parte di un ecosistema più ampio. E’ una filiera che cammina mano nella mano con il Roccaverano DOP, con il vino, con il miele, con i piccoli trasformati. Il pettirosso Rob-In nel suo nido ci fa scoprire tutto questo: prodotti, persone, paesaggi. E invita a scoprirli nel modo più semplice e rispettoso possibile: a passo lento.

cossano belbo masnajot

In questo contesto si inseriscono anche i “Nidi” di RobIn, ricchi dei prodotti del paniere di filiera corta. Nei tanti nidi del pettirosso la filiera multiprodotto diventa visibile e accessibile, in vari luoghi diffusi su tutto il territorio del progetto che potete scoprire cliccando qui -> https://rob-in.it/i-nidi-di-rob-in/

I percorsi nei luoghi della filiera corilicola di RobIn

Guardando l’elenco delle aziende della filiera corilicola che fanno parte di RobIn vi sarete accorti che il territorio è ampio, con realtà più vicine tra loro, come Bubbio e Cessole, Cossano e Rocchetta Belbo, e punti più lontani, come Mombaruzzo e Ceva. Sono luoghi che negli ultimi anni hanno sviluppato molto la propensione per accogliere il turismo outdoor e io ho provato personalmente diversi percorsi, sia quelli “targati” RobIn, come “Il Sentiero di Masino”, sia altri che sono stati mappati.
Lascio qui alcuni link con info utili di percorsi e luoghi di interesse. Ovviamente ce ne sono molti altri: qui potrete trovare idee e suggerimenti per trascorrere giornate all’aria aperta tra queste meravigliose colline!
PERCORSI
Con Rob-In sul sentiero di Masino tra le nocciole di Cascina Madovito
Il percorso della Scala Santa a Cossano Belbo
La Chiesa del Presepio a Mombaruzzo
Ricordando la corsa podistica di Cessole
Disclaimer: i luoghi sono stati fotografati e raccontati come li ho trovati al momento delle visite, ovviamente potrebbe essere cambiato qualcosa nel frattempo!

amaretti di mombaruzzo

PUNTI DI INTERESSE
Che vista dall’Altalanga, l’altalena gigante di Cossano Belbo
All’Altalena Gigante di Mombaruzzo con gusto
Vista sui tetti della città dalla Panchina Gigante di Ceva

Si invita al consumo responsabile delle bevande alcoliche

La grande enoteca Cossano Belbo

 

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