Tutto parte sempre dal Roccaverano DOP, dalle alte colline della Langa Astigiana, irregolari, mai addomesticate fino in fondo. Il pettirosso Rob-In prende il volo oggi per raccontarci lo stretto legame tra il formaggio ed il vino, due prodotti simbolo di queste terre.
Tra vini DOC, DOCG e Bio vi racconto la filiera vitivinicola. Siamo nel cuore di una delle zone vinicole più riconosciute d’Italia. Etichette DOCG, DOC e produzioni biologiche certificate: qui il vino è una cosa sola con il paesaggio – quello che ha creato nel tempo la sua identità e la sua cultura. Le denominazioni di origine sono presidii di qualità che tutelano sia il consumatore che il territorio, impedendo che il nome di questi luoghi venga usato a sproposito.
Dopo il su e giù per le colline delle nocciole, anche oggi cerco di stare dietro al mio amico pettirosso di corsa, ma con calma, ammirando queste colline dove l’erba buona di cui si nutrono le capre convive da sempre con i filari, dove il vino è parte dello stesso paesaggio agricolo e culturale. Se segui il Roccaverano DOP, prima o poi incroci il vino!
Succede camminando, correndo, pedalando tra crinali e fondovalle: cambi versante, cambia l’esposizione, cambiano i profumi. E nel bicchiere ritrovi lo stesso carattere che riconosci nel formaggio: verticalità, freschezza, identità forte.
Il vino fa parte del ricco paniere di Rob-In, che oggi, per illustrarci la sua filiera vitivinicola, ci porta a Bubbio, Loazzolo, Sessame, Cessole, Monastero Bormida, San Marzano Oliveto, Canelli, Santo Stefano Belbo, Acqui Terme, Bistagno e Roccaverano: paesi dove il vino prende colori ed intonazioni diverse ma parla la stessa lingua. Colline che si conquistano passo dopo passo, come quando sali verso i pascoli erti in cima a queste erte.
Per questo, il mio articolo non contiene un itinerario preciso, né una lista di cantine da visitare in ordine, ma è un “racconto diffuso”, come diffuso è il vigneto in queste zone: aziende non tutte vicine tra loro, ma unite tra loro dallo stesso forte legame con la terra d’appartenenza.
I vini e chi li produce (un mosaico, non una mappa)
In questo racconto convivono realtà molto diverse, proprio come succede nel mondo del Roccaverano DOP. Della filiera vitivinicola del progetto Rob-In fanno parte:
• Azienda Agricola Mario Torelli – Bubbio
• Forteto della Luja – Loazzolo
• La Scapina – Bubbio
• Azienda Agricola Gamba Lorenzo – Sessame
• Maramao Società Cooperativa Agricola Sociale Onlus – Canelli
• Agriturismo Tenuta Antica – Cessole
• Marco Capra Azienda Agricola – Santo Stefano Belbo
• La Viranda Società Cooperativa – San Marzano Oliveto
• Sessanea – Monastero Bormida
• Azienda Agricola Balbo – Bistagno
• Azienda Agricola Borgonari – Roccaverano
• I Moie di Francesca Pronzato – Acqui Terme
• Colombo Antonio e Figli – Bubbio
• Azienda Agricola Monteleone – Monastero Bormida
• Azienda Agrituristica La Sreja – Sessame
Rossi, bianchi, rosati: vini diversi, vitigni diversi, interpretazioni differenti ma tutti figli di un territorio in cui la dedizione è obbligo per far nascere prodotti di alta qualità.
Prima che sulla tavola, il legame tra il vino e il Roccaverano DOP nasce dalla stessa altitudine, dalla stessa aria che asciuga i versanti, dallo stesso equilibrio tra luce e ombra.
Il Roccaverano DOP nasce qui perché queste colline lo permettono. E lo stesso vale per il vino: acidità vive, profumi netti, bevibilità che invita al passo successivo, come quando cammini e non senti il bisogno di fermarti subito.
Non è un caso se alcuni dei vini più interessanti sono quelli che non cercano potenza, ma precisione. Un po’ come una formaggetta ben fatta: non ti stanca, ti accompagna.
I vini, così come gli altri prodotti del paniere, si possono trovare nei “Nidi” di RobIn, in diversi luoghi diffusi su tutto il territorio del progetto che potete scoprire cliccando qui -> https://rob-in.it/i-nidi-di-rob-in/
Alla fine, anche parlando di vino, si torna sempre al Roccaverano DOP. Il vino è un altro modo per leggere queste colline. Un altro linguaggio, stesso accento.
N.B. Si invita al consumo responsabile delle bevande alcoliche.
Un territorio da attraversare (con o senza una traccia GPX)
Non serve un percorso unico per raccontare queste colline. Basta immaginare il movimento: una sterrata che sale tra i vigneti, un sentiero che taglia il bosco, una provinciale che collega una valle all’altra.
Qui l’esperienza outdoor dà così ampie possibilità che ci puoi trascorrere giornate intere: anzi, è la meta ideale per molti fine settimana all’aria aperta, all’insegna del turismo lento, vissuto nella sua essenza.
Cosa ho raccolto per voi da queste parti? Ecco una rassegna dei percorsi da me provati e raccontati: alcuni si incrociano con altre filiere ma che dire: ben venga!
PERCORSI
Sul Sentiero del Moscato con Rob-In tra bellezza e gusti autentici
Con Rob-In alla Torre di Vengore sul Giro delle 5 Torri
Il Sentiero tra boschi e vigneti del Loazzolo DOC
Ricordando la corsa podistica di Cessole
Vi rimando anche alla pagina dei sentieri del CAI di Acqui Terme, ricca di suggerimenti: in particolare, seguendo la “mappa” della filiera vitivinicola di Rob-In, segnalo l’anello di Bistagno. Per saperne di più clicca QUI.
Disclaimer: i luoghi sono stati fotografati e raccontati come li ho trovati al momento delle visite, ovviamente potrebbe essere cambiato qualcosa nel frattempo!










